OGGI

Il luogo del passato dove vive il futuro della città

Area Exp come la si vede oggi nasce all’interno di un processo di riqualificazione urbana e di sviluppo del territorio avviato con l’intento di integrare e rendere funzionali l’uno all’altro settori differenti ma complementari per una zona da sempre attiva e riconosciuta per valore nei comparti dell’artigianato e del commercio, una zona matura ormai per uno sviluppo in ambiti più ampi come turismo, arte, sociale.

La struttura come si presenta attualmente è frutto di un percorso ponderato tenendo in considerazione gli attuali processi sociali, economici e culturali, fondamentali per apportare l’innegabile beneficio del lavoro di rete al territorio e alle realtà che vogliano essere coinvolte.

Polifunzionale, polivisionaria

Area Exp si trova in una posizione strategica in quanto adiacente alle principali strade di collegamento tra le città produttive e turistiche di maggior rilievo del Nord Est.

La struttura si presta ad ospitare uffici di pubblica utilità, ma soprattutto sta crescendo per offrire servizi pensati per favorire lo svolgimento di eventi, spettacoli e fiere di primaria importanza per l’artigianato e l’industria locale ed internazionale, ma anche per l’offerta culturale dedicata ai cittadini che ormai arrivano anche da oltre confine.

L’attività del complesso fieristico, la cui struttura è unica sul territorio, è gestita da La Fabbrica srl, società partecipata del Comune di Cerea.

Uno spazio spettacolare

Il complesso si estende per 36.000 mq ed è composto da spazi adibiti a sale convegni, aree espositive ed uffici, bar, ristorante e un grande giardino pubblico. A completare l’impianto vi è una superficie polivalente all’aperto di circa 2.000 mq. Tre ampi parcheggi accolgono i visitatori con 450 posti auto.

IERI

Le origini

Le origini dell’Area Exp risalgono al 1908 e alla sua funzione di fabbrica di concimi chimici Perfosfati, abbandonata nel 1988, in seguito al trasferimento della produzione.

Era una fabbrica che negli anni del boom economico ha rivestito un ruolo centrale nella vita collettiva della cittadina e dei paesi limitrofi. Poi la smaterializzazione del lavoro e la crisi l’hanno trasformata in un insieme di spazi solitari, scheletri vuoti e elementi quasi di disturbo per il tessuto urbano.

Il processo di recupero e riconversione

Rilevata nel 1995 dall’Amministrazione comunale è stata, con grande impegno e lavoro, sottoposta a opera di recupero con una ristrutturazione iniziata dall’edificio più antico, vincolato dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali in quanto sito di archeologia industriale.

L’intervento successivo ha visto, quale oggetto di rivalorizzazione, il Capannone Paraboloide Grande, anch’esso sottoposto a vincoli. Il recupero è poi proseguito attraverso i Patti Territoriali (Legge 28 Dicembre 1996 n. 622) e i Contratti di Quartiere (Decreto Ministeriale 22 Ottobre 1997) e nel 2000, completato il secondo stralcio dell’edificio più antico, sono iniziati i lavori al Paraboloide Piccolo, al Parcheggio di via Oberdan e al sottopasso ferroviario. L’ultima fase di ristrutturazione dell’area è stata quella relativa ai circa 2.000 mq degli ex laboratori, dell’area espositiva esterna e del parcheggio adiacente ad esse.